Avatar – Fuoco e Cenere, Recensione del terzo film della saga di James Cameron

Avatar – Fuoco e cenere (Fire and Ash) è il nuovo film di James Cameron, terzo della saga che nel 2009 segnava una vera e propria rivoluzione digitale. La mastodontica opera divenuta cult è stata recentemente ripresa dal regista di Titanic con l’idea di realizzare ben 5 pellicole, in modo da dare un seguito alla storia di Pandora. Nel 2022, Avatar – La via dell’acqua apre le porte alla fase 2 del progetto di Cameron. Se per il secondo film abbiamo dovuto aspettare più di un decennio, per il terzo è passato solo qualche anno. Questo perché i due film sono stati girati contemporaneamente (insieme a parte del quarto capitolo) e questa scelta logistica condiziona l’impianto narrativo e l’impatto che l’opera ha sullo spettatore.

Dietro tanta bellezza estetica si cela una storia che, in questo terzo capitolo, si fa sterile, appoggiandosi su stereotipi ripetitivi. Forse manca quel pathos familiare. O forse ci siamo così abituati ad Avatar da non stupirci più? Tuttavia, anche Avatar 3 è impeccabile a livello tecnico. Nessuna pellicola è riuscita così magistralmente a creare un universo digitale tanto vasto e ad avere un peso culturale e sociale così forte. E i numeri ne sono la conferma: più di un milione, in Italia, nel primo giorno.

Ma il futuro di Avatar rimane incerto. Secondo il calendario Disney il quarto capitolo arriverà nel 2029, seguito dalla pellicola conclusiva a dicembre 2031. Come rivelato da James Cameron, tutto può cambiare. La saga di Avatar, pur avendo incassato finora quasi 5 miliardi di dollari, ha un peso economico non indifferente e l’ago della bilancia sarà il box office globale di Avatar – Fuoco e cenere.

Avatar - Fuoco e cenere

La trama di Avatar – Fuoco e cenere

Avatar – Fuoco e cenere riprende esattamente dove il secondo capitolo si era concluso. La storia inizia, dunque, in medias res e non c’è tempo per far ambientare lo spettatore al nuovo mondo. Infatti, Avatar 2 e 3 sono un’epopea divisa in due parti. Se con La via dell’acqua, Cameron aveva l’obbligo morale di farci immergere nel mondo di Pandora (erano passati 13 anni dal primo film), con Fuoco e cenere veniamo catapultati immediatamente in una sequenza di azioni per la prolissa durata di 197 minuti (più di 3 ore). La famiglia Sully sta affrontando un grave lutto. Jake (Sam Worthington) e Neytiri (Zoe Saldana), infatti, hanno perso loro figlio Neteyam. Tutta la famiglia è scossa. Lo’ak, Tuk e Kiri, vivono ancora insieme ai genitori nella tribù acquatica di Metkayina.

Con loro vive Spider, figlio del Colonnello Quaritch (Stephen Lang), in parte umano. Per proteggere tutti, la famiglia è costretta a spostarsi. Nel tragitto però dovranno fronteggiare il popolo della fuoco, Mangkwan, che non crede in Eywa ed è particolarmente vendicativo. A guidare il clan è Varang (Oona Chaplin), che si destreggia sinuosamente tra le fiamme. In questa lotta violenta, Quaritch sarà un suo alleato.

Avatar - Fuoco e cenere

Poco fuoco e poca cenere?

Se il primo Avatar ci aveva immerso nelle foreste di Pandora, La via dell’acqua ci aveva fatto affondare e nuotare con i Na’vi, il terzo capitolo della saga non sembra mantenere la promessa del titolo. A parte qualche sequenza d’impatto, in cui è protagonista il bellissimo villain, la sinuosa e magnetica Varang, ci sono poche scene in cui questi elementi diventano protagonisti. Avatar 3 è un’esperienza dalle forme e dai colori vibranti, un’epopea immersiva che si perde dietro la grandezza e i virtuosismi tecnici. La narrazione fatica ad evolversi e a stupirci. Forse anche perché, mentre ne La via dell’acqua, il centro era la famiglia, in Fuoco e cenere si tratta la faticosa elaborazione del lutto.

Dunque, Avatar 3 è sempre impattante, grazie anche al suo formato IMAX e la possibilità di usufruire di una visione 3D. L’anello debole di questa mastodontica struttura però è proprio la sceneggiatura, che a tratti ricalca i precedenti capitoli dandoci l’impressione di monotonia narrativa. Cameron ci mette tanta tecnica, ma forse l’azione non si bilancia bene con il pathos che in questo terzo atto perde il suo spazio vitale.

7

Verdetto

Avatar - Fuoco e cenere è un’epopea immersiva grandiosa. Però dietro la bellezza estetica e i virtuosismi tecnici, si cela una storia che, in questo terzo atto, manca di pathos e rischia di essere ripetitiva.