Bridgerton 4-parte 2, recensione: gioie e dolori

La parte 2 di Bridgerton 4 è finalmente arrivata su Netflix, quattro episodi decisamente più ricchi rispetto a quelli della prima parte.

Bridgerton 4-parte 2, trama

La storia riprende esattamente dove l’avevamo lasciata, la cameriera Sophie è sconvolta dopo la proposta di Benedict Bridgerton di diventare la sua amante. Una proposta che, per quanto allettante per tante donne nella sua stessa situazione, va oltre i suoi principi essendo lei stessa figlia illegittima di un gentiluomo e una cameriera. In questa seconda parte la storia d’amore tra Sophie e Benedict prosegue inevitabilmente, la loro connessione è forte, nonostante la società non lasci loro spazio per esistere. Gli eventi, più o meno gioiosi, che verranno mostrati in questi episodi, porteranno alla luce ciò che è veramente importante: godere del tempo che la vita ci dona con la persona che amiamo, se siamo così fortunati da trovarla.

Il peso degli schemi della società

La famiglia Bridgerton vive una condizione estremamente privilegiata. Eloise e Benedict, che dovrebbero essere i ribelli, gli spiriti liberi della famiglia, criticano la società, mentre vivono godendo dei privilegi che essa fornisce loro. La loro ribellione è una facciata, perché lasciati davanti a un bivio, non abbandonerebbero mai la loro posizione in favore dei loro valori.

Benedict nella prima parte della stagione non è disposto a sposare Sophie, non vede la possibilità di vivere con lei alla luce del sole. Uscire allo scoperto avendo una relazione con una cameriera, lo condannerebbe ai margini della società, e non solo, manderebbe in rovina tutta la sua famiglia e negherebbe alle sue sorelle la possibilità di trovare un marito.

Sophie stessa non riuscirebbe a sopportare il dolore che la loro unione porterebbe alla famiglia Bridgerton. Lei stessa è consapevole della posizione di Benedict in merito alla società, un disprezzo passivo accompagnato da una partecipazione attiva. Per questo rifiuta la possibilità di diventare la sua amante, e vivere con lui ai margini della società. E solo grazie a questo suo rifiuto, Benedict si rende conto che l’unica cosa a cui non potrebbe mai rinunciare è proprio l’amore di Sophie.

Scintille e dolori

Questa seconda parte è sicuramente più interessante della prima. La storia ha creato diversi interrogativi che man mano trovano una risposta negli episodi. L’identità della nuova Lady Penwood, la verità sul testamento del padre di Sophie, il destino della relazione tra i due protagonisti, e tanto altro. Tutto questo riesce a tenere lo spettatore attaccato allo schermo. Bridgerton appare come un mondo distante dal nostro, colorato, sfarzoso e per la maggior parte del tempo gioioso, ma in questa stagione avviene un cambiamento. Con la morte di uno dei personaggi, viene mostrata una parte più triste, cupa, dolorosa. Nonostante lo sfarzo e la gioia, si tratta di un mondo imprevedibile, dove il dolore esiste, e viene affrontato esattamente come nel nostro.

Proprio il dolore che caratterizza l’episodio 7, porta un nuovo modo di vedere la vita in casa Bridgerton, qualcosa che va oltre le imposizioni della società, che va oltre tutte le impalcature possibili. Le interpretazioni in questi episodi hanno raggiunto un livello ancora più alto, soprattutto per quanto riguarda Hannah Dodd e Luke Thompson (rispettivamente Francesca e Benedict). Due attori che hanno mostrato molte sfaccettature e sono riusciti a trasmettere tutte le emozioni dei loro personaggi.

In conclusione, questa seconda parte ha dato senso a tutto ciò che abbiamo visto nei primi quattro episodi. Qui tutti i personaggi hanno un senso e risultano interessanti, persino i coniugi Mondrich che tanto avevamo criticato nella prima parte. Episodi chiari, scritti bene dall’inizio alla fine. La storia di Benedict e Sophie non lascia spazio a nessun tipo di critica, e l’ultimo episodio racconta tanto sull’essenza dei personaggi anche solo nell’ultimissima inquadratura, nonostante in essa nessuno parli.

8

Verdetto

Questa seconda parte ha dato senso a tutto ciò che abbiamo visto nei primi quattro episodi. Qui tutti i personaggi hanno un senso e risultano interessanti, persino i coniugi Mondrich che tanto avevamo criticato nella prima parte. Episodi chiari, scritti bene dall'inizio alla fine. La storia di Benedict e Sophie non lascia spazio a nessun tipo di critica, e l'ultimo episodio racconta tanto sull'essenza dei personaggi anche solo nell'ultimissima inquadratura, nonostante in essa nessuno parli.