Buen Camino, recensione del film da record di Checco Zalone

Il giorno di Natale è sbarcato nei cinema italiani Buen Camino, il nuovo film di Checco Zalone. Un successo da record per i numeri dei ricavati al botteghino e per le presenze in sala, infatti il film, diretto da Gennaro Nunziante, ha incassato oltre 36 milioni di euro in meno di una settimana. Secondo questi numeri si tratterebbe della miglior apertura di sempre per un film di Natale. Incassi e presenze, fanno ben sperare in un ottimo film, ma andiamo a vedere meglio di cosa parla prima di analizzarlo.

La trama di Buen Camino

In questo nuovo scenario Checco Zalone è un ricco figlio di papà che vive grazie agli introiti dell’azienda di famiglia, Divani Zalone un ‘attività che produce e esporta divani. Vive la sua vita oziando, circondato da domestici e da una giovanissima fidanzata, la modella sud americana Martina. Zalone è un uomo noto, tanto da rilasciare interviste sulla sua routine da ricco, e ostentare ancora di più la sua magica vita, che di lì a poco sarà celebrata con una sfarzosissima festa a tema antico Egitto per il suo cinquantesimo compleanno.

Tutto sembra andare per il meglio per Zalone, il quale si preoccupa solo che i suoi dipendenti costruiscano per la sua festa una piramide che sia grande quanto lui la immaginava. I piani di Checco vengono infranti da una notizia inaspettata, sua figlia sedicenne Cristal (Letizia Arnò) è scomparsa. Zalone a questo punto, spinto dall’orgoglio di prevalere sul nuovo compagno della sua ex moglie, andrà alla ricerca della figlia, che nel frattempo sta cominciando il cammino di Santiago.

Proprio questo cammino, che Checco deciderà di abbracciare per conoscere meglio sua figlia, lo cambierà totalmente.

Una comicità incentrata sui pochi

Luca Medici, in arte Checco Zalone, ha conquistato il pubblico italiano per la sua comicità, che nasce da uno scheletro della commedia all’italiana. Quella rappresentazione incentrata sul prendere in giro la gran parte delle persone, il popolo. Spesso i suoi protagonisti erano degli sciocchi che, partendo da una base di povertà o di fallimenti, avevano grandi ambizioni e cercavano di dare una svolta alla propria vita, spesso tramite scorciatoie non tanto efficaci.

Fino a qualche anno fa era questa la tendenza della comicità, ciò che piaceva al pubblico, ma non è più questo che lo spettatore richiede. Oggi la gente non vuole vedersi preso in giro sullo schermo. Vuole vedere coloro che desidera guardare cadere: le elite che mostrano senza alcun filtro la loro vita piena di ricchezze sfrenate.

Il protagonista di Buen Camino

Il protagonista di questo film appare per certi aspetti la caricatura di Gianluca Vacchi. Ha una villa a porto cervo. Dei domestici sfruttati fino all’osso anche per fare i balletti sempre con il sorriso stampato sul volto. È circondato da amici e modelle molto più giovani di lui. Il profilo perfetto di una persona che il popolo detesta vedere, perché ostenta un tenore di vita che tanti non potranno ottenere nemmeno con il tempo di 10 vite. Il popolo li odia perché posseggono tutto per diritto di nascita, e li giudica per questo.

La scelta di un protagonista simile è chiaramente più semplice per scaturire una risata dal pubblico. Non serve una costruzione troppo elaborata, questi scenari fanno ridere di per se’. In questo caso però Zalone sembra voler raccontare la storia di un cambiamento. Il cambiamento di un uomo che pur avendo apparentemente tutto, ha una grande mancanza: non conosce se stesso, e tantomeno sua figlia. Proprio in uno scenario estremamente povero, quello del pellegrinaggio, ripulito da ogni tipo di sfarzo, il protagonista compirà il suo viaggio al di fuori di quello fisico.

Buen Camino a papà

Checco Zalone in buen camino

In Buen Camino il rapporto padre e figlia è centrale. Cristal, figlia di Checco, ha sempre avuto tutto dalla vita, esattamente come il padre, ma a differenza sua questa situazione comincia a starle stretta. Da questo disagio nella sua condizione economica e familiare, nasce l’idea del cammino di Santiago. Un viaggio che serve ad abbracciare la propria spiritualità, ma che qui è solo il mezzo per fare qualcosa per se stessa, da sola. Camminare fino alla meta, senza scorciatoie, senza aiuti. Vivere come una persona normale, senza sfarzo o ricchezze. Conoscere persone che non sanno chi sei o chi sono i tuoi genitori.

Checco invece non vuole fare il cammino. Non vuole rinunciare ai suoi confort. Le circostanze però lo postano ad iniziare questo percorso, e man mano, sarà lui stesso a trovare la forza per proseguire il viaggio, anche quando sua figlia si troverà sul punto di rinunciare. Darà alla figlia molto più di quello che tutti i soldi del mondo potranno mai comprare: sostegno. Checco e Cristal dovranno affrontare tante peripezie durante il viaggio. Una cosa però è certa: finiranno questa esperienza con una consapevolezza diversa, di se stessi e degli altri.

Conclusioni finali

In conclusione, si tratta di un film per famiglie, con una comicità sottotono rispetto al classico Zalone. Un film che appare più come una crescita personale, molto incentrata sul rapporto padre e figlia e che può chiaramente far rivedere in questo aspetto molte famiglie. Non è sicuramente il miglior film dell’accoppiata Nunziante-Zalone, ne tanto meno il più divertente. Non è un film che rischia, anche se te lo vuole far credere con alcune battute apparentemente più spinte. Buen Camino è un ottima occasione per andare al cinema in famiglia, e un ottimo risultato per tutta l’industria cinematografica, ma che non rimarrà nella storia se non per i record al botteghino.

6.5

Verdetto

Pur non rischiando, Buen Camino rimane un occasione per andare al cinema con la famiglia.

Pro

  • rapporto padre figlia

Contro

  • comicità sottotono