Odissea: la più grande impresa di Christopher Nolan – Recensione

Tre anni fa, Christopher Nolan stupiva il mondo raccontando la storia del moderno Prometeo. Dell’uomo che ha sfidato gli dei, rubando loro il fuoco per darlo agli uomini. Colui che ha costruito l’ordigno capace di portare alla vittoria della guerra, ma che deve portare il peso delle vittime di quella bomba. Odissea è il naturale proseguimento di Oppenheimer. La storia di un uomo che cerca di ritrovare se stesso, affrontando le conseguenze delle proprie azioni. L’uomo il cui ingegno, in questo caso materializzatosi in un cavallo di legno piuttosto che un ordigno nucleare, ha portato all’annientamento dei nemici. Ma quell’uomo si ritrova a convivere con i sensi di colpa.

Ma qui Nolan va ben oltre Oppenheimer per ambizione. È un film che non ha senso di esistere, una masterclass di tecnica che fa sfigurare ogni altro blockbuster hollywoodiano moderno. Ogni centesimo speso è sullo schermo, e il budget di 250 milioni di dollari sembra anche poco per quanto visto sullo schermo, paragonato agli immensi sprechi di risorse di altri film. Probabilmente non ci sono aggettivi migliori di “maestoso” per descrivere il lavoro fatto da Nolan. Le tante sotto-trame sono dei veri e propri mini film, racchiusi nell’imponente scatola che è Odissea.

Matt Damon in Odissea

Ogni grande storia vista sul grande schermo è figlia dell’Odissea di Omero. Quel celebre viaggio dell’eroe torna ora sul grande schermo nella sua forma originale e nella miglior qualità possibile. La più grande storia di sempre raccontata con i mezzi migliori di sempre. Non a caso si è posta grande attenzione sui diversi formati in cui l’Odissea è disponibile nelle sale cinematografiche. E per quanto sia un peccato non poterlo vedere in Italia nella sua versione migliore, l’Imax 70mm (e quello dell’accessibilità del formato resta decisamente un problema su cui riflettere), vale comunque la pena fare il possibile per vederlo nel modo migliore possibile. Per quanto visto, possiamo dire che il 70mm ha una resa visiva clamorosa, ben più di Oppenheimer. I colori del mediterraneo fanno tutt’altro effetto. In ogni caso, che sia Imax, pellicola o uno schermo comune, l’importante è recarsi in sala, perchè questa è davvero una delle più grandi esperienze cinematografiche nella storia del cinema.

Sono le quasi tre ore di durata più brevi mai trascorse in una sala cinematografica. Un continuo alternarsi di grandi battaglie e brevi episodi (quelli forse fin troppo brevi, d’altronde la densità del racconto è uno dei problemi principali) tra i più celebri del poema. Un dinamismo pazzesco, che lo rende un kolossal particolarmente adatto a tutti i tipi di spettatori. Colossali scenografie e sequenze d’azione spettacolari, in particolare quelle nei mari, che non fanno però mai perdere di vista l’umanità dei personaggi.

Odissea funziona ancora meglio quando è intimo, quando l’uomo trova più spazio del guerriero e del re. Per questo il terzo atto è dove il film conquista davvero. Dopo aver ammirato le imprese di Odisseo, capiamo che la vera guerra è quella nella sua mente. E il silenzio degli sguardi con i propri cari fa più rumore di mille battaglie.

Nolan ha trionfato anche questa volta, il che dovrebbe far riflettere su quanto accaduto negli ultimi tempi. Quante cose si sono dette sull’Odissea di Christopher Nolan. L’avvicinamento all’uscita del film è stato accompagnato da polemiche su polemiche. Buona parte del web si è riempito di storici e letterati improvvisati, pronti a scagliarsi contro un film ancora non di dominio pubblico con motivazioni decisamente discutibili. Si è parlato tanto di presunte inaccuratezze storiche e poca fedeltà all’opera originale. Già qui possiamo rassicurarvi, perché questa è l’interpretazione di Nolan, comunque abbastanza fedele e assolutamente in linea con le nostre aspettative. Ma è comunque l’interpretazione di Nolan che andremo ad ammirare e giudicare, di colui che, come ogni regista, lavora per mettere sullo schermo, condensando in tre ore, il materiale di partenza.

Ancor di più hanno fatto discutere scelte di casting come la Elena di Lupita Nyong’o e Sinone di Elliot Page. Sulla prima, sarà ancor più divertente quando molti detrattori si accorgeranno di aver sprecato tempo per concentrarsi su un personaggio presente in una manciata di brevissime scene, in cui lascia comunque il segno. Page invece, seppur anche in questo caso con uno screentime limitato, dà vita ad uno dei personaggi migliori dell’intera pellicola. Il suo arco narrativo dà un’anima e una profondità toccante al film, non solo quando è direttamente sullo schermo.

Robert Pattinson in Odissea

Per quanto riguarda il resto del ricchissimo cast, ognuno fa il suo lavoro nel miglior modo possibile. Quello di Matt Damon è indubbiamente tra i ruoli più fisicamente impegnativi mai visti sul grande schermo. Uno sforzo estenuante che è evidente sul grande schermo. I veri vincitori sono però Robert Pattinson e Anne Hathaway. Anche per loro il tempo sullo schermo è ridotto, ma quando è il loro turno lasciano indelebilmente il segno, soprattutto Pattinson, nel ruolo di uno dei migliori villain della filmografia di Nolan, Joker escluso. Meno convincenti Charlize Theron, che fa da cornice narrativa non troppo riuscita alla pellicola, e Tom Holland, che fa il suo, ma la storyline di formazione con protagonista Telemaco è tra gli aspetti meno riusciti del film. C’è anche Zendaya in un ruolo molto simile a quello che aveva avuto nel primo capitolo di Dune, ma comunque ben riuscito. Tra le tante star però, chi fa la miglior figura sono i meno sponsorizzati. Una pazzesca Samantha Morton, protagonista della prima vera sequenza horror della carriera di Nolan. Ma anche John Leguizamo e Himesh Patel, nei panni dei due uomini più fidati di Odisseo.

9

Verdetto

Odissea non è il miglior film di Nolan, ma è il suo più grande traguardo. Sul piano tecnico, in questo millennio, non si è mai visto nulla del genere. Scenografie e sequenze d'azione spettacolari, una dietro l'altra, in un film che contiene al suo interno tanti film, ma le cui quasi tre ore di durata non si avvertono mai. Oltre ad essere tra le più grandi esperienze cinematografiche di sempre, Odissea non perde mai di vista l’umanità dei personaggi e culmina in un perfetto terzo atto, che dà più spazio all'uomo che al re. Odissea è tutto quello che ci si poteva aspettare.