Stranger Things 5, Volume 1: un’attesa ripagata – Recensione

Sono passati ben nove anni dalla messa in onda della prima stagione di quello che sarebbe diventato un fenomeno globale: Stranger Things. Come se non bastasse, abbiamo dovuto aspettare tre anni dal finale della quarta stagione, per scoprire come sarebbero proseguite le vicende dei ragazzi di Hawkins. Tra Covid e scioperi ad Hollywood, i continui rinvii hanno allungato ulteriormente la vita dello show. Ma ogni cosa ha una fine. E la fine di Stranger Things è appena iniziata, con il Volume 1 della quinta stagione.

Una stagione finale divisa in tre parti, con il Volume 2 in arrivo il 26 dicembre e il gran finale a Capodanno (in entrambi i casi alle 2:00 di notte italiane). Saranno all’altezza delle altissime aspettative dei fan? Questo è ancora tutto da scoprire. Ma se l’inizio è questo, i motivi per essere speranzosi ci sono. Perché Stranger Things 5 è partito alla grande, con un Volume 1 in grado di fare benissimo due cose.

La prima: far immergere nuovamente gli spettatori nelle ambientazioni e nelle atmosfere di Hawkins. Non si entra sin dai primi istanti nel vivo dell’azione, con una primissima parte che serve a ristabilire il contatto con i personaggi e a scoprire come sono cambiati nel tempo intercorso tra le due stagioni. C’è, infatti, un lungo salto temporale di 18 mesi dalla morte di Eddie, l’inizio del coma di Max e il “terremoto” che ha squarciato la città.

Stranger Things 5

Tanti protagonisti hanno avuto un’evoluzione importante, lontano dallo schermo. Primo fra tutti Dustin, l’anima del gruppo originale, totalmente stravolto dall’addio di Eddie. Qui lo vediamo in una nuova veste, più matura e profonda, pur senza mai perdere quella brillantezza di risposta che lo ha sempre caratterizzato. Il suo personaggio sintetizza, per certi versi, l’intera serie, che come i suoi personaggi è cresciuta e si è evoluta, restando sempre fedele a sé stessa.

Il secondo e grande punto di forza del Volume 1 è la sua spettacolarità. Stranger Things 5 completa l’evoluzione del prodotto da semplice serie tv a vero e proprio blockbuster, con conseguenti pregi e difetti. Stranger Things 5 è un’esperienza cinematografica, che riesce a sfruttare un budget stratosferico per confezionare un blockbuster ad episodi. È quasi un peccato non poterlo vedere sul grande schermo, perché i momenti ad alto impatto visivo ed emotivo sono parecchi. Basterebbe il finale della quarta puntata, con un lungo combattimento in piano sequenza che è tra le sequenze più ambiziose mai girate dai fratelli Duffer, a cui fa seguito un clamoroso cliffhanger, quasi al livello dell’iconica scena della quarta stagione sulle note di “Running Up That Hill“.

Stranger Things 5

Proprio la quarta stagione è il metro di paragone perfetto per il Volume 1 della quinta. La qualità complessiva, tecnica e di scrittura, di questo nuovo capitolo, è assolutamente in linea col precedente. Per il momento manca il picco di un episodio perfetto come “Dear Billy”, per quanto “Sorcerer” non ci vada così tanto lontano. In alcuni momenti, tuttavia, non si può non notare la ripetitività di una serie che non ha mai stravolto la propria struttura narrativa.

Anche in questa stagione si ritrovano i soliti pattern, ma con importanti novità. Tra queste, il fatto che Stranger Things 5 è probabilmente la stagione più corale vista fin qui. Ovviamente ci sono le divisioni in gruppi (e Undici viene nuovamente messa da parte e relegata alle sotto-trame meno interessanti da seguire), ma in modo molto meno marcato rispetto al passato. Attualmente solo una storyline, che mette insieme una new entry con uno dei personaggi principali della serie, è totalmente distaccata dalle altre. Questa è stata probabilmente la grande sorpresa di questo Volume 1, l’elemento di maggiore novità e meglio tenuto nascosto, in attesa di scoprire come verrà portata avanti.

Gestire così tanti personaggi contemporaneamente è un’impresa titanica, eppure in questa prima parte i Duffer ci sono riusciti. Nessuno viene lasciato indietro, tutti hanno il loro momento. Anche personaggi apparentemente secondari come il piccolo bullo Derek. Ora la grande domanda che tutti si pongono è: i Duffer avranno il coraggio di sacrificare qualcuno nel gran finale della serie? Lo scopriremo presto. Senza dimenticare, però, che non per forza qualcuno dovrà abbandonarci. Ad Hawkins ne hanno viste già parecchie, un lieto fine non sarebbe meritato?

8

Verdetto

Stranger Things continua a evolversi e maturare insieme ai suoi personaggi. La prima parte della nuova stagione prosegue sulla falsariga della quarta stagione, con toni sempre più dark che si alternano all’umorismo e allo spirito della serie. Una stagione ancor più corale, in cui tutti i personaggi trovano il giusto spazio e nessuno viene lasciato indietro. Tecnicamente, sembra di trovarsi di fronte ad un blockbuster cinematografico, più che una serie tv, ma non c’era da sorprendersi visto il budget enorme. Se questo è stato l’inizio della fine, ci sono tutte le premesse per concludere nel migliore dei modi la serie.