Train Dreams: quadri di vita ordinaria – Recensione

È appena sbarcato su Netflix uno dei film americani che più sta facendo parlar bene di sé oltreoceano, con ottime ragioni. Non bisogna farsi ingannare, infatti, dal fatto che sia arrivato direttamente in streaming sulla piattaforma, in totale sordina. Train Dreams è un piccolo gioiello nascosto nel catalogo di Netflix. La speranza è che non venga così tanto nascosto dall’algoritmo e ottenga lo spazio che meriti.

Tratto dall’omonimo racconto di Denis Johnson, Train Dreams indubbiamente non è il film più mainstream e per il grande pubblico di cui sentirete parlare. Tanti silenzi e un ritmo lento, che possono non piacere ai più. Eppure è un film che tratta temi universali, che parla di vita quotidiana e per questo è, a tutti gli effetti, un film per tutti. C’è tanto Terrence Malick, nello stile e nelle tematiche. Ma il regista Clint Bentley, già candidato all’Oscar pochi mesi fa per Sing Sing, resta con i piedi per terra. Punta sulla semplicità. Questa è la parola chiave, perché ciò che racconta il film sono le piccole cose della vita, le cose semplici che spesso si trascurano (non è Perfect Days di Wim Wenders, ma la tendenza è quella).

Train Dreams

Il film è ambientato agli inizi del inizio ‘900, un’epoca di grande cambiamenti per l’America. Train Dreams ruota attorno alla figura di Robert Grainier (Joel Edgerton), un boscaiolo ed operaio delle ferrovie. Robert divide la sua vita fra la famiglia e il lavoro. Quel lavoro che lo porta ad abbattere alberi ultracentenari per consentire l’espansione dei collegamenti ferroviari, ma anche a stare lontano, a lungo, dalla moglie Gladys (Felicity Jones) e dalla figlia. Un lavoro che porta progresso e distruzione. Quel treno dei sogni che corre veloce e travolge tutto, fino a quando non arriva qualcosa di più importante, fin quando non arriva la consapevolezza che bisogna rallentare e ammirare ciò che ci circonda.

Train Dreams è dominato dal lirismo, sono le immagini della quotidianità a parlare. Immagini, ci preme dirlo, di una bellezza ammaliante. La fotografia di Train Dreams è monumentale, una delle migliori viste quest’anno. Ogni fotogramma è un quadro dominato da due elementi: l’uomo e la natura. Un uomo, Robert Grainier, la cui presenza scenica nella pellicola è potente tanto quanto le immagini, grazie ad una delle interpretazioni più memorabili della carriera di Joel Edgerton (oltre a lui, colpiscono anche le brevi apparizioni di William H. Macy e Kerry Condon).

Train Dreams

Seguiamo l’intera vita del Robert di Edgerton, dal suo arrivo nell’Ovest degli Stati Uniti da orfano, senza conoscere l’identità dei genitori. Un uomo che ambisce a riscattare un inizio sfortunato di vita, a lasciare la sua traccia nel mondo. Ma il cui destino lo porta a rendersi conto dell’irrisorietà e della futilità dell’esistenza. C’è davvero bisogno di finire la propria vita in modo diverso da come la si è iniziata? Robert ci ricorda che ciò che conta davvero è vivere appieno, sentirsi parte del tutto. Train Dreams è questo e tanto altro. Una pellicola che fa della banalità il punto di partenza per discussioni più profonde. Che dietro ogni insignificante gesto di quotidianità, uno sguardo, una battuta; nasconde l’essenza stessa della vita. E Train Dreams racchiude l’essenza stessa dell’arte cinematografica.

7

Verdetto

Train Dreams è una grande scoperta che merita l’attenzione ricevuta oltreoceano. C'è tanto Terrence Malick nel nuovo film di Clint Bentley, in cui sono le immagini della natura e della quotidianità a parlare. Immagini che lasciano il segno grazie ad una fotografia sbalorditiva, tra le migliori viste di recente, che rende ogni fotogramma un quadro memorabile e suggestivo. Quadri di vita e della sua straordinaria semplicità, attraverso il ritratto di un uomo che impara a vivere tra progresso e distruzione. Un film non per tutti, ma dall'innegabile impatto visivo ed emotivo.

Pro

  • Un racconto di vita quotidiana che conquista e segna emotivamente
  • La fotografia
  • L'interpretazione di Joel Edgerton