Zootropolis 2, come la Disney confeziona cult – Recensione

Zootropolis 2 è forse anche meglio del primo film. Nel 2016, Rich Moore e Byron Howard ci avevano deliziato con una pellicola sagace, realizzando un film definito da molti già come un “cult” Disney. Dietro c’era la penna di Jared Bush, sceneggiatore anche di Oceania ed Encanto. Nove anni dopo, Bush firma un degno sequel, prodotto dal Premio Oscar Yvett Merino (Encanto). Zootropolis 2 è ora disponibile nelle sale cinematografiche italiane, pronto a conquistare il cuore di bambini e non. Con la sua ironia, l’arguto citazionismo, i sottili riferimenti alla situazione politica americana contemporanea e la narrazione di tematiche quali il razzismo, Zootropolis 2 ci conferma che, ancora una volta, i cartoni hanno tanto da insegnare anche agli adulti.

L’attesa è stata lunga ma ne è sicuramente valsa la pena. E se anche a voi erano mancate le curiose avventure della determinata coniglietta Judy Hopps e del suo nemico/amico/collega, la simpatica volpe Nick Wilde, è arrivato il momento di godere a pieno di questa esperienza al cinema. Zootropolis 2 è un regalo di Natale, bellissimo, che la Disney ci offre.

zootropolis

Di cosa parla Zootropolis 2?

Ripercorriamo la trama del film d’animazione. Judy e Nick, ora colleghi poliziotti, lavorano seguendo le tracce di un misterioso animale, il serpente Gary De’Snake. I rettili erano stati cacciati da Zootropolis poiché ritenuti pericolosi. Infatti, il ritorno di Gary desta numerose preoccupazioni da parte della polizia che cerca di trovarlo e ucciderlo. Ma Gary ha la sua versione da raccontare e verrà ascoltato proprio dal duo dei poliziotti. Riusciranno, anche questa volta, Judy e Nick a proteggere Gary e a riabilitare il mondo dei rettili?

L’utopia di Zootropolis/Zootopia

Zootropolis 2 è il segno che la Disney riesce a sfornare sequel talvolta superiori agli originali. Già conoscevamo i protagonisti e ora scopriamo parti inedite del loro carattere. Il loro rapporto, poi, viene approfondito e analizzato in una cornice sempre più incalzante e divertente, dando vita ad un buddy movie. Le battute non mancano e sicuramente potranno essere colte da un pubblico più adulto. Così come le citazioni cinematografiche ai serpenti di Indiana Jones o al labirinto innevato di The Shining.

Zootropolis

Ma al di là degli innovativi easter eggs, la cosa bella di Zootropolis è propria quella di riuscire a raggiungere un pubblico stratificato e variegato. Ogni persona, in base alla propria età e maturità, riesce a scorgere significati differenti in una pellicola pop che analizza sottilmente il razzismo e fa da specchio alle problematiche che gli Stati Uniti vivono sotto la presidenza di oggi. Gary diventa il pretesto per spiegare i pregiudizi sbagliati e il concetto di fratellanza ai più piccoli, ma anche per far riflettere i più grandi su problematiche ancora attuali. D’altronde il titolo originale è Zootopia, con un chiaro collegamento al termina “utopia”. E la città di Zootopia/Zootropolis, in cui tutti i diversi animali riescono a convivere, è sicuramente un’immagine utopica, appunto, in quanto le sfide da affrontare per raggiungere una convivenza civile e serena sono molteplici.

A prestare le voci ai protagonisti sono i doppiatori Ilaria Latini (Judy) ed Alessandro Quarta (Nick). Michela Giroud è la voce del castore Nibbles, Max Angioni è Gary, Matteo Martari il sindaco Brian Winndancer. Le due zebre sul finale, invece, hanno la voce di Del Piero e Marchisio.

8

Verdetto

Zootropolis 2 è forse anche meglio del primo. Con la sua ironia, l'arguto citazionismo, i sottili riferimenti alla situazione politica americana contemporanea e la narrazione di tematiche quali il razzismo, Zootropolis 2 ci conferma che, ancora una volta, i cartoni hanno tanto da insegnare anche agli adulti.