Wake Up Dead Man: un mistero tra fede e potere – Recensione

All’uscita nelle sale di Cena con delitto – Knives Out, nel lontano 2019, difficilmente si poteva pensare che a distanza di 6 anni saremmo stati ancora qui a parlare di quella che è diventata una vera e propria saga cinematografica, un evento imperdibile per gli amanti dei film gialli e non solo. Quel primo Knives Out si è rivelato un enorme successo commerciale, tanto da spingere Netflix a offrire un’esorbitante assegno da 400 milioni di dollari per due sequel. Dopo Glass Onion, è sbarcato su Netflix anche il secondo di quei sequel: Wake Up Dead Man. E il risultato è ancora una volta eccellente.

Rian Johnson ha trovato la formula vincente e non ha intenzione di abbandonarla. Wake Up Dead Man riprende la struttura narrativa dei primi due film, ma senza sfociare nella ripetitività, tutt’altro. Knives Out fa ancora della brillantezza nella scrittura il suo punto di forza. La penna di Rian Johnson non è mai banale, e lo schema classico del film giallo/mistery riesce a non stancare neppure giunti al terzo capitolo.

Il merito del successo del film, e in generale della saga, risiede nella sua capacità di sorprendere con colpi di scena sempre più elaborati e sorprendenti, ma soprattutto di mettere sul tavolo, tra i vari indizi, uno spaccato di una piccola parte della società. Dopo una famiglia miliardaria e un magnate del tech, Weak Up Dead Man si concentra sulla Chiesa. In particolare, il micro-mondo in questione è una piccola comunità.

Wake Up Dead Man - Knives Out

La saga di Knives Out fa un ulteriore passo avanti, grazie ad una storia avvincente ed un livello di attenzione per i personaggi che non era mai stato così elevato. Sopra tutti, è sul giovane prete Jud (Josh O’Connor) che si concentra la pellicola, attraverso cui vengono esplorati i misteri della religione. Il personaggio non è un semplice comprimario di un cast come sempre ricchissimo, bensì a un ruolo addirittura maggiore di quello di Ana de Armas nel primo film della saga. È a tutti gli effetti il protagonista della storia, più del Benoit Blanc di un sempre impeccabile Daniel Craig.

Johnson gioca sulla dicotomia tra i due personaggi. Tra un ragazzo che ha trovato nella fede una via di fuga e di conforto, e un uomo glaciale che fa della razionalità l’unica ragione della sua vita. Il personaggio interpretato dal personaggio di Josh O’Connor aggiunge un livello emotivo senza precedenti per la saga, elevando la pellicola oltre il semplice film giallo. Se padre Jud si prende la scena in modo impeccabile, tuttavia è nella coralità che Wake Up Dead Man perde qualche colpo rispetto al passato.

Wake Up Dead Man - Knives Out

Il supporting cast, ad eccezione di una straordinaria Glenn Close e di un carismatico Josh Brolin, dà vita a personaggi meno divertenti e coinvolgenti di ciò a cui ci aveva abituato la saga. Wake Up Dead Man è fin troppo costretto a rifugiarsi nell’interpretazione di Josh O’Connor e nella potenza della storia messa in scena.

Una storia che parla di fede e di potere. Di fede come rifugio dal passato. La ricerca di un colpevole porta a chiedersi se il caso possa essere risolto con mezzi razionali. Un “miracolo” che è il punto di partenza per discorsi universali, per un’analisi sulla spiritualità e non solo. Un’analisi da cui emerge la vera essenza della fede e della purezza d’animo, contrapposta alla brama di potere e ricchezza.

Wake Up Dead Man - Knives Out

Wake Up Dead Man offre un connubio ideale tra film d’intrattenimento e introspezione. Ed è un peccato che sia arrivato solo in pochissime sale cinematografiche. Abbiamo avuto la fortuna di vederlo sul grande schermo, e possiamo assicurarvi che avrebbe meritato una distribuzione maggiore prima di arrivare sulle tv di casa, sia perchè c’è una qualità tecnica al pari di quella della sceneggiatura, sia per il livello di immersività che la sala aggiunge ad una storia così appassionante. A prescindere dallo schermo, però, Wake Up Dead Man si merita tutto il vostro interesse. In attesa di scoprire se e come la saga di Knives Out andrà avanti.

8

Verdetto

Rian Johnson ha trovato la formula giusta. Il terzo capitolo della saga di Knives Out non fa che riprendere e innovare la struttura dei primi due film. E ancora una volta, é un film che si fonda sulla scrittura. Sul mistero da risolvere, costruito a partire da premesse semplici ma in grado di tenere alto l’interesse fino alla fine, grazie alla profondità nell’analisi dei personaggi e i continui colpi di scena. Quello che cambia é il micro-mondo, che in Wake Up Dead Man coincide con una Chiesa e la sua piccola comunità. Questa volta il detective Benoit Blanc non é l’assoluto protagonista, anzi lascia spesso la scena al sacerdote interpretato da Josh O’Connor, che spicca in un cast come sempre ricchissimo. Benoit Blanc ha fatto nuovamente centro, e Wake Up Dead Man si avvicina molto al livello del primo film della saga.